Il Giro Rosa

Comunicato stampa numero 79

07.06.2016

IL GIRO ROSA APPRODA NEL TIRANESE

Presentato anche il logo del Mortirolo

Presentata oggi nella sede della Comunità Montana Valtellina di Tirano la tappa del Giro Rosa Grosio-Tirano del 6 luglio prossimo. Erano presenti l’assessore allo Sport della Cm di Tirano Alan Delle Coste, il sindaco di Tirano Franco Spada, l’assessore allo Sport di Grosio Pietro Cimetti, l’organizzatore della competizione Giuseppe Rivolta, il funzionario della Provincia di Sondrio Roberto Nella e il presidente provinciale Fci Michele Imparato. C’era anche l’ex campione di ciclismo Claudio Chiappucci, insieme a Abby Mae Parkinson del Team Servetto Footon Alurecycling, Ksenya Tuhai e Teresa Medvedova del Team Bepink, a sottolineare l’importanza della manifestazione. Questa l’analisi di Nella: “La potenzialità cicloturistica in Valtellina è enorme, ho contato 35 gare già organizzate da giugno a settembre. Questa manifestazione corona un’offerta che è davvero immensa”. Delle Coste ha detto che “questa sarà una giornata importante per il mandamento, siamo felici di poter ospitare questa tappa, tutta incentrata sul nostro territorio, compreso il mitico Mortirolo. Sarà una grande occasione di sport e promozione turistica. Non ci faremo trovare impreparati”. Anche Franco Spada ha esaltato il rapporto fra il territorio valtellinese ed il ciclismo: “Lo scorso anno siamo stati tappa di partenza del Giro qui a Tirano, quest’anno lo siamo d’arrivo del Giro Rosa. Ne siamo tutti onorati e ringrazio chi lavora tanto per questi obiettivi, come il Consorzio Turistico e i volontari. Siamo candidati come città europea dello sport 2017 e speriamo che questi sforzi facciano da volano”. Pietro Cimetti ha evidenziato “l’orgoglio di Grosio per questa partenza per cui garantiamo il massimo dell’impegno del nostro Comune. Vale la pena di investire sulla nostra natura, sulla bellezza che abbiamo. L’anima della manifestazione saranno però i concorrenti, faccio loro un grande in bocca al lupo”. È stato Rivolta a presentare la tappa anche attraverso un bellissimo filmato: “Grazie alla Valtellina, grazie alle atlete, grazie a chi ha voluto questa tappa. Le esperienze in Valtellina sono già state tante. Questa però sarà una tappa straordinaria, non esiste differenza fra ciclismo maschile e femminile, esiste solo il ciclismo. Sono felice che tutto questo movimento attorno al Giro riceva questo riconoscimento. Ricordo che la manifestazione andrà a traino del Tour de France su Raitre, quindi il ciclismo continuerà a dare tanto alla Valtellina come la Valtellina ha sempre dato tanto al ciclismo. Purtroppo queste ragazze meriterebbero una gratificazione economica pari a quella dei maschi, questo ancora manca e dobbiamo arrivarci”. Alla fine dei discorsi c’è stato il collegamento telefonico con Ivan Basso che ha avuto parole entusiastiche per la Valtellina, dove vinse la storica tappa del 2006 con la maglia Rosa. “Ho ricordi meravigliosi in quella terra anche perché mia mamma è valtellinese, ammiro il ciclismo femminile che offre il segnale che la bicicletta è uno strumento bellissimo e per tutti”. Anche Chiappucci ha ricordato le sue imprese in Valle (6 giugno 1994, secondo dietro a Pantani) ed esaltato il ciclismo femminile. Stefano Cecini di Grosio, che proverà a scalare sette volte il Mortirolo il prossimo luglio, ha presentato la sua impresa prima del gran finale, in cui Franco Saligari, sindaco di Mazzo, ha presentato il neonato marchio Mortirolo, frutto del lavoro del suo Comune e della Cm di Tirano: “Valorizzare questo marchio era un nostro preciso dovere, un’idea nata addirittura negli anni ’70 quando venne ideata quella via per poter raggiungere boschi e alpeggi abbandonati”. I saluti finali sono stati di Michele Imparato.

 

Consorzio Turistico Valtellina Terziere Superiore

www.valtellinaturismo.com

Immagine Altimetria Planimetria

LOGO MORTIROLO

Cronotabella

Comunicato stampa numero 79 – Giro Rosa 2016

Orienteering

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L’orienteering

Si pratica a costante contatto con la natura. Obiettivo di una competizione orienteering è infatti quello di raggiungere, nel minor tempo possibile e secondo una successione prestabilita, una serie di punti di controllo posizionati nell’area della gara e segnati su di una carta topografica preventivamente consegnata all’atleta. Ogni partecipante può scegliere liberamente il tragitto da percorrere tra un punto e l’altro

All’atleta sono richiesta grande abilità nel leggere ed interpretare la mappa del terreno di gara, velocità e agilità per raggiungere la meta nel più breve tempo possibile
è uno sport relativamente recente. E’ nato in Norvegia nel corso del secolo scorso. Lo sport consiste nel trovare un certo numero di obiettivi elencati nella mappa e chiamati “lanterne” (paletti con drappo arancio-bianco, caratterizzati da numeri che ne indicano l’ordine di percorrenza). Quando il corridore giunge agli obiettivi intermedi, trova i controllori di gara che verificano che tutti i punti di blocco siano stati visitati nell’ordine previsto.

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PREPARAZIONE

Niente di particolare: solo un abbigliamento di tipo sportivo in funzione dell’ambiente di gara (bosco, parco, centro storico, ecc)
L’unico strumento importante è una bussola: per iniziare non è strettamente necessario che sia quella usata dagli agonisti, va benissimo anche una normale. Nell’orienteering è molto importante trovare le corrispondenze tra la mappa e la realtà in modo da sapere sempre capire a quale dettaglio corrisponde un simbolo sulla carta, pertanto è importante conoscere la simbologia.
Aprica ha ospitato nel settembre 2013 i campionati italiani, nella palestra naturale del monte Magnolta, Palabione e Baradello. Per i principianti è molto indicato Pian Di Gembro e Trivigno che si trovano a pochi kilometri da Tirano

Via dei Contrabbandieri

Fino agli anni sessanta i poveri contadini della Val Poschiavo hanno guadagnato tanto con il contrabbando. I controbbandieri portavano sigarette, caffé, zucchero, addirittura televisori dalla Svizzera nella cara Italia. I loro sentieri sperduti sono oggi i trails più belli che si possano immaginare per i biker, in quanto i contrabbandieri, dovendo portare tanto peso sulla propria schiena, hanno costruito i sentieri mai troppo ripidi. Il piccolo paese Viano era la roccaforte del contrabbando, il tour porta prima alla chiesetta di San Romerio, poi attraverso Viano e il confine italiano fino a Tirano – un trail fantastico con una vista stupenda attraverso la Valtellina. Si torna con il treno retico fino a Poschiavo.

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Tirano Supertrail

Con il contrabbando, i contadini della Val Poschiavo e della Valtellina hanno guadagnato abbastanza fino agli anni sessanta. I contrabbandieri portavano sigarette, caffé, zucchero, addirittura televisori dalla Svizzera nella cara Italia. I loro sentieri sperduti sono oggi i trails più belli immaginabili per i biker, in quanto i contrabbandieri, dovendo portare grandi pesi sulla propria schiena, hanno costruito i sentieri non troppo ripidi. Il piccolo paese Viano era la roccaforte del contrabbando, perciò questo tour porta prima attraverso la Svizzera fino al vecchio paesino del contrabbando Viano e si torna attraverso la frontiera italiana di nuovo fino a Tirano – un trail magico con viste bellissime per la Valtellina

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Tirano San Rocco

Questo é il tour ideale per chi ama andare in bici da solo: almeno in Germania pochi biker conoscono l’alta Valtellina fra Tirano e Bormio. Proprio per questo la vacanza bike in questa localitá è cosí interessante – esistono numerosi trails nascosti, poco conosciuti, panoramiche stupende verso le Alpi del Bernina e Bergamasche e soprattutto senza turisti. Il tour per la chiesetta San Rocco porta attraverso stretti sentieri asfaltati in salita e poi su un trail percorribile e relativamente facile scendendo attraverso boschi fitti di castagni. I vecchi castagni sono grandi come alberi Mammut, il sentiero boschivo mai troppo ripido d’autunno è pieno di castagne commestibili che si possono gustare la sera come dolce nei vari ristoranti.

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Tirano Freeride

Con il contrabbando, i contadini della Val Poschiavo e della Valtellina hanno guadagnato abbastanza fino agli anni sessanta. I contrabbandieri portavano sigarette, caffé, zucchero, addirittura televisori dalla Svizzera nella cara Italia. I loro sentieri sperduti sono oggi i trails più belli immaginabili per i biker, in quanto i contrabbandieri, dovendo portare grandi pesi sulla propria schiena, hanno costruito i sentieri non troppo ripidi. Il piccolo paese Viano era la roccaforte del contrabbando, perciò questo tour porta prima attraverso la Svizzera fino al vecchio paesino del contrabbando Viano e si torna attraverso la frontiera italiana di nuovo fino a Tirano – un trail magico con viste bellissime per la Valtellina.

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Poschiavo

Il tour verso Alp Grüm, una piccola stazione sul tracciato della ferrovia retica a 2100 metri, non è solo una caratteristica dei single trail del Valposchiavo, ma anche una sensazione ottica. Chi vuole risparmiarsi la fatica del dislivello fino al Passo Bernina puó prendere il treno a Poschiavo, gli altri invece proseguono pedalando sul bel sentiero massicciato fino a Sfazu e poi sulla strada del Passo Bernina al Hospiz. In questo punto ci si gode primariamente il Lago Bianco di colore verde azzuro con sopra il ghiacciaio Palü. Dopa la breve discesa sul massiccio entrando nella discesa trail lunga quasi 7 chilometri si passa direttamente all’ imponente ghiacciaio Bernina. Un tour che richiede sopratutto una buona tecnica, però con tantissimo divertimento di guida.

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Passo della Foppa

Chi segue il Giro d’Italia avrà già sentito questi nomi: Passo della Foppa e Passo del Mortirolo. In effetti il passo è lo stesso, ma ha due nomi diversi: entrambi sono l’orgoglio di tanti ciclisti. La salita è ripida, la strada asfaltata è piena di buchi e fosse, ma disegnata davvero perfettamente per i professionisti del ciclismo. I biker non si spaventano affatto: il panorama sulla Valtellina e le Alpi Svizzere è così bello, e la discesa su un bello sterrato, attraverso pendii boschivi, riporta giù a Grosio attraverso vigneti e frutteti meravigliosi.

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Mortirolo

Mortirolo – un nome che suona soprattutto ai ciclisti di gara, perché sulla stretta e ripida salita su asfalto a volte bucato, il Giro d’Italia è passato già parecchie volte. Infatti, sull’asfalto si possono leggere anche parole e frasi dei tifosi dei professionisti. Per i biker dotati di una bici con cambio duro la salita risulta normale. Arrivati in alto, si può godere di viste stupende, specialmente durante il percorso pianeggiante lungo vari chilometri, prima di scendere dal Passo Mortirolo su strada massicciata e tornando poi sulla ciclabile della Valtellina fino a Tirano. È impegnativo dal punto di vista delle condizioni fisiche, ma non è richiesta una tecnica di guida perfetta.

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